SASSARI. È stato inaugurato il 449° anno accademico dell’Ateneo turritano. La cerimonia di apertura ufficiale è stata tenuta dal rettore Attilio Mastino nell’Aula Magna dell’Università. Nel discorso il rettore ha stilato un bilancio dello stato dell’Università che conta undici Facoltà, trenta Dipartimenti, 20 centri interdisciplinari, un centro linguistico, 31 corsi di laurea triennali, 26 corsi specialistici o magistrali e 4 master.
I ricercatori. Un discorso lungo che ha preso l’avvio dallo stato attuale dell’Università italiana, con le proteste in corso anche dei ricercatori sassaresi che hanno in parte bloccato la didattica. C’è spazio anche per loro che hanno parlato in un fuori programma. Sui contratti precari o pagati un euro lordo Mastino dice: «Il lavoro deve essere retribuito, programmeremo una riorganizzazione degli insegnamenti», che significa anche tagli (ndr). La portavoce dei 700 ricercatori sassaresi si chiama Lidia De Luca, e insegna nella Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche. Ha parlato della situazione dei colleghi e dello stop delle attività didattiche che molti hanno attuato come forma di protesta contro il ddl Gelmini che prevede una riforma totale della ricerca e del ruolo dei ricercatori che finirebbero “in un binario morto, senza futuro”.
Il legame con il territorio. Nel discorso di Mastino c’è spazio anche per una considerazione sullo stato di crisi economica che vive la Sardegna e il nord ovest dell’isola in particolare. Sul piano territoriale, ha detto il rettore: «L’Ateneo impegna il neo costituito gruppo di lavoro sulla chimica a operare a sostegno del rilancio tecnologico degli impianti di Porto Torres e in Sardegna». Il riferimento è al caso Vinyls, alle proposte per la cessione degli impianti e al settore del polo chimico che langue da tempo.
I numeri, l’abbandono e i fuori corso. Le iscrizioni sono in calo, gli studenti fuori corso sono circa un terzo. In particolare gli iscritti 15.853, quelli in corso 10.207; Mastino dice: «Combatteremo gli abbandoni e le dispersioni anche attraverso una revisione profonda dell’offerta formativa e la chiusura di alcuni corsi di studio che non rispondono ai requisiti ministeriali».
Gli altri discorsi. Dopo il discorso del rettore hanno parlato Roberto Santoru, presidente del Consiglio degli studenti, Gianni Poggiu, presidente dell’Ersu di Sassari.
Assente invece il presidente della Regione, Ugo Cappellacci sostituito dall’assessore regionale all’Istruzione, Sergio Milia.
L’Università e i disabili. Da quest’anno, finalmente, l’Aula Magna dell’Università è accessibile a tutti, anche agli studenti universitari disabili. È stato infatti predisposto un ascensore che porta dal piano terra al primo piano, dove spesso ci sono le lauree. Dice Laura, ragazza in carrozzina iscritta a Biologia, che nel suo Dipartimento non ci sono barriere architettoniche sono e che ora, finalmente, anche i suoi colleghi di Giurisprudenza potranno salire al primo piano del palazzo di piazza Università. E lei stessa potrà assistere alle lauree in Aula Magna senza troppi problemi.
La lapide per il presidente Cossiga. A conclusione della cerimonia è stata scoperta la lapide in ricordo del Senatore e professore Francesco Cossiga, presidente emerito della Repubblica. Il drappo era rosso e blu ed è stato tolto dal rettore e dal figlio di Cossiga, Giuseppe Cossiga, sottosegretario alla Difesa. Un ricordo del presidente che ha studiato e insegnato nell’Ateneo turritano.